Sugli attacchi informatici in Italia
A proposito dell’ultimo, parecchio grave ed esteso, attacco informatico a Westpole/PA Digitale voglio riportare le parole di @francescocosta con cui ha aperto #Morning ieri 19 Dicembre, perché ritengo abbia sintetizzato perfettamente il problema. Parole chiare e comprensibili ai più. Comprensibili per chi non si preoccupa ancora abbastanza di difendere i dati personali ceduti ai vari siti e servizi web. Comprensibili soprattutto per chi gestisce uffici e comparti della Pubblica Amministrazione o di Aziende e non sta affrontando seriamente la protezione delle infrastrutture (e quindi dei nostri dati). Sono coloro che non sono ancora consapevoli del danno che un prossimo grave attacco potrebbe recargli.

@francescocosta:
“Quando leggiamo di un attacco come questo dobbiamo sforzarci di leggerlo come un sabotaggio alla ferrovia, un attacco terroristico contro una infrastruttura importante del paese perché di questo si tratta. E non saremmo buoni, non saremmo indulgenti con un apparato di sicurezza per esempio che permettesse un attacco a una Asl e poi due mesi dopo un altro attacco ad una altra Asl e poi un mese dopo…e così via. Certo che la responsabilità è innanzitutto dei criminali informatici, ma i criminali informatici non sono fenomeni meteorologici, non sono elementi o soggetti da trattare con fatalismo. E per quanto nel racconto che se ne fa a volte vengono dipinti, anche per assolversi, come manovre chissà quanto sofisticate ordite da chissà quali professionisti incappucciati nascosti in un introvabile seminterrato, in un bunker…ecco… si tratta di criminali, anche piccoli criminali e la loro minaccia non è una minaccia che viene dal futuro, o una minaccia a fronte della quale dobbiamo trovare ancora delle nuove contromisure, cercare delle invenzioni… Bisogna addestrarsi, bisogna equipaggiarsi se è vero come scrive la stampa che 8 ospedali su 10 sono senza difese rispetto ad attacchi di questo tipo, bisogna farlo anche piuttosto in fretta.”
E’ tutto. Quando inizieremo a trattare la sicurezza informatica e i dati delle persone con la gravità con cui ci preoccupiamo di proteggere le strade, le infrastrutture e i palazzi del potere?
Scrivi un commento